LA SCALA COME POMPEI

 

I lavoratori della Scala sono dei privilegiati, perché fanno uno splendido lavoro nel teatro più bello e famoso del mondo. E lo sanno. Ma c’è un equivoco: pensano che essere privilegiati comporti il diritto a ulteriori privilegi, sancendo una “diversità” quasi etnica. E invece è esattamente il contrario: dovrebbero essere loro disposti a sacrifici e sforzi compensativi, per pagare il privilegio di cui godono. Dovrebbero, ad esempio, perfino accettare remunerazioni inferiori a quelle di altri lavoratori dello spettacolo in cambio del privilegio – appunto – di lavorare nel più bello e famoso teatro del pianeta. Continua a leggere

MALPENSA ZONA FRANCA PER SALVARE L’OCCUPAZIONE

Quanti da anni si affannano, fino ad ora inutilmente, in sempre più fantasiosi tentativi di “salvare l’Alitalia” devono dirci una buona volta se per loro i lavoratori “romani” della compagnia, dello scalo di Fiumicino e del relativo indotto valgono meno di quelli lombardi della Sea, di Malpensa e dell’indotto. Già una volta, quando, nel 2008, abbandonò lo scalo varesino per concentrarsi su quello laziale, mettendo così per strada diverse centinaia di lavoratori lombardi, la ex compagnia di bandiera, oggi italo-araba, dimostrò di tenere di più ai primi. Ora ci risiamo. Continua a leggere