Le scommesse di Buffon

Certo insospettisce e inquieta la tempistica con la quale siamo venuti a sapere delle presunte scommesse di Buffon, subito dopo le critiche che il portiere della Juventus e della Nazionale ha indirizzato ai metodi con cui le procure stanno conducendo le inchieste sul calcio-scommesse. Buffon non mi è particolarmente simpatico, soprattutto dopo quel gol fantasma di Juve-Milan da lui “parato” 50 centimetri dentro la porta. Ma non c’è dubbio che la successione dei fatti induce a fare due ipotesi, ambedue maligne.
Prima ipotesi: è una vendetta degli inquirenti che hanno voluto punire Buffon per le sue valutazioni un po’ troppo autonome: come si permette un giocatore di calcio di criticare dei magistrati?
Seconda ipotesi: Buffon ha saputo che si stava indagando su di lui e ha voluto mettere le mani avanti precostituendosi un ruolo di vittima. Personalmente, tenendo conto di alcuni precedenti storici e di casi analoghi propendo per la prima di queste due possibilità.
Resta da capire se le presunte scommesse di Buffon, notoriamente un grande scommettitore un po’ su tutto, fossero legali o clandestine, relative al calcio italiano a ad altro, insomma se fossero lecite o illecite, a prescindere da non peregrine considerazioni di opportunità: giacché non basta scommettere, attività consentita a chiunque, fino a prova contraria e con buona pace delle procure, per essere considerati dei criminali.
Intanto però il danno, quanto meno in termini di immagine, provocato dalle notizie fatte trapelare è un fatto. Se si tratta di una vendetta delle procure, almeno in parte è già stata consumata.